The Truth of Reboot: The Amazing Spider-Man Movie

Pubblicato: 20 febbraio 2014 in Reboot
Tag:, , ,

Negli ultimi anni, gli adattamenti cinematografici di fumetti sono triplicati rispetto a dieci anni fa. Oltre a trasporre un fumetto, è nata anche la mania di farne un reboot. Sebbene l’idea di remake e reboot non sia delle più nobili, in quanto si basa sul maniacale desiderio di guadagnare ulteriormente su un determinato personaggio, facendo meno fatica, alcuni di essi si sono rivelati comunque dei buoni prodotti, come ad esempio “Batman Begins”.
I principali reboot di cinecomics DC e Marvel, degli ultimi anni, sono “Batman Begins”, “L’incredibile Hulk”, “Punisher: Zona di Guerra”, “The Amazing Spider-Man” e “Man of Steel”.

Nel caso dei due personaggi della DC Comics, Batman e Superman, sono state rinarrate le origini, ma nel caso di Batman ciò non era mai stato fatto, in quanto nel film “Batman” (1989) di Tim Burton, venne raccontata la morte dei genitori ma non il percorso che portò Bruce a diventare il Cavaliere Oscuro. Per quanto riguarda l’Uomo d’Acciaio, il primo film vero e proprio risale al 1978 e narrava le origini dell’eroe in maniera completa. Nel 2006 venne invece realizzato una sorta di sequel della vecchia serie di film (in particolare dei primi due), che narrava le vicende successive a “Superman II” (1980), mentre nel 2013 arrivò “Man of Steel”, film che ha riproposto il personaggio di Superman, cambiandone le origini e riadattandolo ai giorni nostri. In questo caso il fatto che siano state rinarrate le origini è giustificabile, in primo luogo perché il film che le narrò prima di questo risale a più di 30 anni fa e in secondo luogo perché sono state leggermente modificate, facendo in modo che il film non risultasse una mera copia del precedente ma un prodotto nuovo, base di un possibile nuovo franchise.

Passiamo ai personaggi Marvel.
I due film “L’incredibile Hulk” (2008) e “Punisher: Zona di Guerra” (2008) sono i reboot di “Hulk” (2003) e “The Punisher” (2004). Se nei due film del 2003 e del 2004 vennero narrate le origini, nei successivi reboot ciò non accadde, o meglio, grazie ad una tipologia di prologo, i due film ripercorrono attraverso brevi sequenze le origini dei due personaggi, mostrandoci la genesi dei due eroi in meno di 5 minuti. Naturalmente, questo permette al film di entrare nel vivo della storia fin da subito, senza dover aspettare troppo. Inoltre, essendo già stati fatti due film sulle origini, i produttori avranno pensato bene di mostrare origini diverse e in maniera più sbrigativa, così da poter contestualizzare al meglio il nuovo approccio al personaggio.
Veniamo infine a quello che pare essere una vera e propria presa in giro, l’inutile (non se ne sentiva affatto la necessità) reboot di Spider-Man. Se in tutti gli altri casi, l’idea di reboot venne dettata dall’impossibilità di continuare i vari franchise (sia nel caso di Batman che Superman si tentarono di realizzare seguiti dei film originali, mentre nel caso di Hulk e in quello di Punisher, l’insuccesso delle pellicole convinse i rispettivi produttori a riazzerare il franchise dopo un solo film) nel caso di Spider-Man, dopo la cancellazione di “Spider-Man 4”, non si è tentato di continuare il filone narrativo, andando avanti da dove si era interrota la trilogia di Raimi (potevano limitarsi a sostituire il cast e il regista proseguendo ugualmente la storia).

I produttori hanno optato per il reboot delle origini che probabilmente anche i muri conoscono. Se il problema di questo film fosse solo il concetto di rinarrare le origini, allora non ci sarebbe nient’altro da dire, ma naturalmente i produttori di questo film non hanno preso in giro il pubblico solo perché hanno rinarrato le origini.
Premettendo che questo film può piacere o non piacere (nessuno criticherà ciò), ed essendo una semplice questione di gusti, non parlerò assolutamente di questo bensì del tipo di film e della struttura tecnica e narrativa che è così fragile che fatica a reggersi in piedi (si regge solo perché il film s’intitola “The Amazing Spider-Man”).
Partiamo dalla produzione. Nel film cambia tutto e non cambia niente in quanto regista e attori sono diversi dai precedenti film, ma essendo nuovamente un film sulle origini (che cerca di diversificarsi dal precedente), ci sono scene che richiamano il film originale e scene che non hanno alcun senso.
Quando Peter scappa di casa e va nel mini market, vorrebbe acquistare un prodotto ma non ha abbastanza soldi (immagino che saremo tutti d’accordo sul fatto che acquistare un prodotto senza pagarlo o senza pagarlo pienamente significa rubare e il furto è un crimine) così il commesso gli dice di andarsene. Successivamente un ladro ruba i soldi al commesso in modo abbastanza ridicolo, prende il prodotto che Peter avrebbe voluto acquistare e lo lancia al ragazzo (mettendo Peter nella condizione di essere complice di un furto e di conseguenza Peter è pienamente e oggettivamente dalla parte del torto). Il commesso si accorge di essere stato derubato e cerca di inseguirlo ma ormai il ladro è fuggito. Si rivolge a Peter chiedendogli perché non l’ha fermato e ovviamente lui gli risponde nello stesso modo in cui gli aveva risposto il commesso, quando Peter pretendeva di utilizzare alcuni spiccioli presenti sulla cassa, invece che pagare di tasca sua, perché non aveva abbastanza soldi. In questa scena, Peter non è mai dalla parte della ragione e ciò cozza contro quello che viene narrato nei fumetti (non parlo di fedeltà ma di logica!).
Fondamentalmente, Peter si sarebbe dovuto trovare in una situazione nella quale qualcuno lo voleva ingannare, in quel modo il giovane si sarebbe potuto prendere la sua vendetta nei confronti dell’imbroglione, lasciando fuggire il ladro che lo aveva appena derubato. In quel caso Peter sarebbe stato una mezza vittima e sarebbe stato legittimato a non fermare il ladro. E’ proprio qui che nasce il concetto di responsabilità. In realtà, al di la del fatto che quel tipo lo avesse imbrogliato, Peter avrebbe dovuto fermare ugualmente il ladro, perché era sua responsabilità farlo, non bisogna fare ciò che vogliamo ma ciò che è giusto. Nella scena di “The Amazing Spider-Man” (film diretto da un regista senza alcuna esperienza e che guarda caso si chiama Webb di cognome…ognuno faccia le sue considerazioni) non c’è la minima traccia del senso di responsabilità. Dulcis in fundo, Peter non cattura nemmeno il ladro maldestro, che rimane a piede libero. Insomma 1 a 0 per la criminalità.
Al di là della fedeltà o meno al fumetto (è logico che sia impossibile copiare pari pari ogni parte dei fumetti) in questo film manca l’elemento chiave attorno al quale ruota la carriera da eroe di Peter, la responsabilità.
Persino nella scena finale dimostra di essere solo un ragazzino irresponsabile che preferisce avere la possibilità di bombare una bella biondina piuttosto che assumersi la responsabilità di ciò che è diventato, un eroe (unico vero e proprio responsabile della morte di suo zio). Dire che lui preferisce le promesse che non può mantenere, fa capire che non ci si può fidare di lui e di conseguenza non è responsabile. Sembra quasi che molte scene siano state fatte di proposito opposte a quelle del primo film di Spider-Man, solo per non risultare una coppia sbiadita, ma qui risulta un semplice prodotto finto che pur di provare a guadagnare soldi si è arrampicato sugli specchi in ogni dove. La domanda viene spontanea, che bisogno c’era di rinararre le origini se non si è in grado di farlo? Considerando che le origini del primo film di Spider-Man sono praticamente uguali a quelle del fumetto e tenendo presente che quelle sono le sole origini di Spider-Man, perché i produttori non hanno saltato la parte delle origini in favore di una storia nuova?

Sembra che i produttori amino molto modificare così tanto elementi e personaggi dei fumetti, fino a renderli forzati e poco credibili. Il plot-twist del Mandarino, presente nel terzo film di Iron Man, ne è la prova. Lo sceneggiatore di quel film vuole farci credere che un attore sarebbe in grado di fingersi un terrorista? Ripeto, un attore? Immagino che sia conoscenza comune il fatto che un attore lavora con il corpo e soprattutto con il volto, perciò è riconoscibile.
Se un indomani un attore di Hollywood si facesse crescere la barba e i capelli e si fingesse terrorista, penso che nel mondo ci sarebbero molte persone in grado di riconoscerlo. Considerando che nel mondo ci sono paparazzi che riescono a scovare e forografare le star di Holllywood anche se si vestono da Chewbecca, è difficile che un attore possa fingersi qualcun altro, utilizzando il suo volto. A volte fanno di tutto pur di distruggere e rendere innaturale una cosa semplice come un villain con 10 anelli magici, in un film non dovrebbe essere difficile realizzare un personaggio del genere.

Tornando al reboot di Spider-Man, dall’inizio alla fine Peter non matura affatto, non è nemmeno un genio.
La formula che ha dato al Dr. Connors la spaccia per sua ma l’ha copiata dagli appunti di suo padre, la ragnatela che usa è un prodotto della Oscorp che lui ha acquistato, si limita solo a modificare un orologio per utilizzarlo come lancia ragnatele, ma ciò non è sinonimo di genio scientifico. Fedeltà o meno al fumetto, qui mancano le basi della struttura e senza le basi, nessun edificio può reggersi in piedi. Il problema della trama e della base del personaggio non è il solo presente in questo prodotto. Persino la struttura tecnica e le scene sembrano state tagliuzzate qua e la, dando un forte senso di discontinuità. Occhiali e oggetti che in una scena sono presenti e nell’altra no, oppure zaini che appaiono misteriosamente, nonostante non fossero presenti nella scena precedente. Per non parlare di intere sequenze sconnesse tra loro. Come immagino che molti di voi sapranno, esistono diversi escamotage per fare credere allo spettatore che è passato del tempo tra una scena e l’altra (anni, mesi o semplicemente giorni), uno in particolare è il cambio d’abiti. Ebbene, nella scena nella quale Peter viene chiamato dal preside e suo zio gli fa una ramanzina, il giovane indossa degli abiti. Dal dialogo si capisce che quella giornata si concluderà con lui che va a prendere sua zia. Peccato però che la scena seguente (quella nella quale Peter sperimenta i suoi poteri con una canzoncina hindi talmente depressiva da accoltellare l’adrenalina) presenta un Peter con abiti completamente diversi e quella successiva (nella quale Peter è alla Oscorp con Connors) il ragazzo ha nuovamente gli abiti della prima scena, quella a scuola. Inoltre Peter ha avuto anche il coraggio di arrivare a casa tardi la sera. Ma come, tra la scena a scuola e quella al laboratorio sarà per caso andato a casa, quindi dalla città è tornato in un quartiere, poi da quel quartiere sarebbe ritornato in pieno centro città, solo per dare al villain una forumala che suo padre aveva giustamente nascosto in una valigetta piena di trucchi e segreti (suo padre ha nascosto un segreto, si è praticamente fatto ammazzare per non consegnare quel segreto e quel furbo di suo figlio lo consegna ad un tipo al quale suo padre non aveva voluto dirlo? Ma Peter non doveva essere un genio? Property of Peter Parker, ah già, questo spiega tutto…). Naturalmente il cambio di abiti in questa sequenza è giustificabile solo dall’abominevole montaggio fatto a occhi chiusi.

Inoltre, New York è definitia la città che non dorme mai per un motivo, dubito fortemente che in pieno pomeriggio e in pieno centro città, ci siano strade completamente deserte e locali senza alcuna persona. Vedi ad esempio la scena nella quale Peter utilizza i lancia ragnatele in pieno giorno, ed atterra sul tavolino di un locale “misteriosamente” deserto. Ancora una volta la pigrizia ha preso il sopravvento e gli escamotage hanno avuto la meglio.
Escamotage 1000 coerenza narrativa 0.

Ai produttori è bastato inserire i lancia ragnatele (come da fumetto) e piazzare qualche posa qua e la per ammaliare e ipnotizzare il pubblico. E’ parecchio preoccupante considerando che questo è solo l’aspetto superficiale del film.
Come mai molte persone acclamano un film con una struttura oggettivamente banale, solo perché ci sono alcuni elementi dei fumetti, ma screditano film, anch’essi con elementi fedeli al fumetto ed una struttura banale? Molte volte sembra che il giudizio personale impedisca di giudicare un film in maniera adeguata, oltre ad esprimere i propri gusti (naturalmente soggettivi), le persone tendono a farne una valutazione generale, facendosi però condizionare solo ed esclusivamente dai propri gusti. Se un personaggio non mi piace ma il film è fatto bene, non posso dire che secondo me il film è fatto male se mi sono reso conto che non è così e viceversa, lo stesso discorso vale anche al contrario. Senza contare che spesso ci sono “critici” che affermano che un film non dovrebbe essere criticato per la scarsa fedeltà al fumetto, ma per i contenuti e poi cosa vanno a fare? Criticano un’altra trasposizione perché non è abbastanza fedele al fumetto. Ciò viene definito con il termine incoerenza.

Ripeto ancora una volta che questo film può piacere o non piacere, non è questo il punto. Il fatto è che dei produttori, che non volevano perdere i diritti cinematografici di uno dei personaggi più amati di sempre, in un periodo fertile per i cinecomics, hanno optato per un prodotto veloce che potesse far guadagnare loro una barca di soldi e infatti l’incasso è stato notevole, grazie soprattutto al titolo del film. Avrebbero potuto fare molte altre cose, non necessariamente un film d’origini forzato talmente tanto da risultare poco credibile.

Se questo è il meglio che sanno fare, probabilmente sarebbe meglio se i diritti tornassero a casa, ma non accadrà prima di parecchi anni ancora…

commenti
  1. […] dalla vera natura di un prodotto. Chi non se ne fosse accorto, può dare un’occhiata a questo articolo. Si parla di un film che ha innumerevoli buchi di sceneggiatura, ma soprattutto scene senza senso […]

  2. […] serie Ultimate. Ancora una volta, gli scettici potranno vedere la natura del film guardando questo articolo. Per 20 anni, svariate major hanno tentato di adattare Spider-Man e dopo esserci riusciti, hanno […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...