Ain’t an Art. Just a way to make (or lose) money

Pubblicato: 26 febbraio 2014 in Movies
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Cos’è successo al mondo dell’intrattenimento e dello spettacolo? Difficile dirlo con certezza ma una cosa è sicura: negli ultimi anni l’intero sistema è cambiato completamente, peggiorando sempre di più. Se un tempo c’erano idee originali, film, personaggi e serie di successo, oggi abbiamo solo le briciole e il tentativo di riesumare i vecchi splendori. Probabilmente le persone hanno perso la fantasia, o semplicemente nel mondo dello spettacolo lavorano persone completamente prive di idee, messe li grazie ad agganci e/o famigliari. Ormai il cinema è pieno zeppo di remake, reboot, remake di reboot, film tratti da serie televisive degli anni ’80, reboot di adattamenti cinematografici e così via. Personalmente ritengo che l’idea di fare remake e reboot non sia delle migliori, ma il problema non è solo questo.
Molte (troppe) volte, i grandi produttori tentano di sfruttare la gallina dalle uova d’oro, cercando di ricalcare la scia di grandi successi. Produrre film tratti da serie tv, che in realtà si discostano parecchio da esse, oppure tentare di continuare franchise ne è un esempio.
Per quale motivo i produttori preferiscono realizzare orrendi sequel (che spesso e volentieri si rivelano flop in grado solo di far perdere soldi) invece che creare qualcosa di nuovo? Hanno così tanti soldi da buttare nel wc?
Senza idee originali non ci sarebbero nemmeno i sequel o i remake/reboot di essi.
Realizzare un remake di “RoboCop” tralasciando gli elementi chiave che contornavano la storia, è come servire un piatto vuoto. Una Detroit senza violenza, droghe, crimini e un RoboCop con un taser, che non rimane ferito da un gruppo di malviventi, bensì dall’esplosione della sua auto, mi fa pensare solo alla smania che hanno i produttori nei confronti del guadagno facile senza sforzo. A loro basta realizzare un insulso remake qualunque, utilizzando l’immagine e il titolo del film originale per fare soldi. Sì, perché se qualcuno ancora non l’avesse capito, alla maggior parte delle major non frega niente della trama o della coerenza, loro hanno in testa solo i soldi.
Basta prendere come esempio “Ace Ventura 3”, “Son of the Mask”, “Home Alone 3”, “Home Alone 4”, “Home Alone 5”, film che non hanno niente a che vedere con gli originali, si pongono come sequel con elementi completamente diversi e nella maggior parte dei casi, con trame talmente banali da non avere senso. Nel film “Ace Ventura 3” non c’è Ace Ventura, interpretato dal mitico Jim Carrey, c’è un ragazzino nel ruolo di Ace Ventura Jr.
Il caso di “Son of the Mask” (che dovrebbe porsi come sequel di The Mask) è probabilmente il peggiore.
In realtà è un film che non dovrebbe esistere, in quanto lo sceneggiatore Lance Khazei realizzò lo script per un film intitolato “Baby Formula”, che non aveva nulla a che fare con “Son of the Mask”. Il progetto “Baby Formula” non venne mai realizzato e i produttori di quel film inglobarono la sceneggiatura con altri elementi, dando purtroppo vita a “Son of the Mask”, senza dubbio uno dei peggiori film di sempre, definirlo sequel sarebbe un complimento.
E’ un film che si pone semplicemente come misero tentativo di guadagnare grazie al successo del primo film, che ha come protagonista Jim Carrey. Nessun film è più al sicuro, nemmeno le serie tv e le sitcom. Prendiamo come esempio “Due Uomini e Mezzo”, una delle sitcom di maggiore successo degli ultimi 10 anni (la serie ruota attorno al personaggio di Charlie Harper, che nell’epiosido pilota della serie ospitò suo fratello Alan e il figlioletto Jake).
Purtroppo il produttore Chuck Lorre licenziò il protagonista, ripeto il protagonista, Charlie Sheen e lo sostituì con un attoruncolo da quattro soldi che è diventato famoso solo perché è stato sposato con Demi Moore.
La persona in questione (definirlo attore sarebbe un complimento per lui e un’offesa agli attori) si chiama Ashton Kutcher, ma sarebbe meglio definirlo semplicemente l’ex marito di Demi Moore. È già abbastanza squallido che il produttore non abbia chiuso la serie ma abbia deciso di continuarla senza il protagonista, inoltre ha preferito assumere la persona meno comica dell’intero pianeta, invece che ingaggiare un pezzo da 90? Come si può pensare di continuare una serie senza il personaggio attorno al quale ruotano le vicende? La serie è fondata sullo stile di vita di Charlie Sheen e anche se non s’intitola Charlie Sheen’s life, è palese che sia così.
È molto più che evidente il fatto che Lorre (così come tanti altri) abbia preferito cercare di spremere la gallina dalle uova d’oro, fino a farla diventare stitica. Oltre ad aver tolto uno degli uomini del titolo “Due Uomini e Mezzo”, è stato tolto anche il mezzo (ormai diventato un teenager). Nella prima puntata della nonna serie venne eliminato il protagonista mentre nel finale della decima serie è stato tolto anche il mezzo, ovvero Jake Harper, interpretato da Angus T. Jones. Dunque nell’undicesima stagione non c’è più un uomo e non c’è più il mezzo, ci sono solo un “uomo”, un raccomandato e una nuova entrata, che interpreta il ruolo della figlia illegittima e lesbica dell’ormai ex protagonista, che è stato eliminato all’inizio della nona stagione. Fondamentalmente il personaggio femminile non fa altro che richiamare il personaggio di Charlie, soprattutto per il fatto che è lesbica e di conseguenza ci prova con le donne. Naturalmente a partire dalla nona serie, la sitcom è completamente cambiata, diventando qualcosa di insignificante (capita quando vengono tolti i personaggi principali). L’undicesima stagione non si avvicina minimamente a ciò che era la sitcom, considerando che non ci sono più gli elementi, ne due dei tre protagonisti principali.
E’ chiaro come il sole che il produttore Lorre non sappia cosa sia la coerenza e avrebbe dovuto chiudere la serie alla fine dell’ottava stagione. Purtroppo sta andando ancora avanti, nonostante gli ascolti siano gradualmente diminuiti fino a dimezzarsi. L’undicesima serie non è altro che lo specchio dell’ipocrisia dilagante nel mondo dello spettacolo.
La smania di soldi ha colpito ancora. Le persone dovrebbero imparare a mettere la parola fine a certe opere, solo così si potrebbero apprezzare meglio. Purtroppo quando si cerca di continuare forzatamente qualcosa (vedi Octopus nel corpo di Peter Parker) si finisce solo per rovinare il prodotto e i personaggi stessi.
Cercare di continuare una serie arrivando a togliere tutti gli elementi presenti in essa, realizzare “finti sequel” di film di successo, adattare serie tv al grande schermo trasformandole in banalissimi film da quattro soldi, sono solo alcune delle cose che vengono fatte nello show business, più business che show.
Ci si potrebbe chiedere cosa c’entra tutto questo con gli adattamenti. Beh, questo è il meccanismo che viene utilizzato quando si producono film tratti da fumetti. I produttori sfruttano solo ed esclusivamente il nome del personaggio, cercando di attirare più massa possibile. Naturalmente anche qui ci sono stati molti flop ma questo non fermerà il meccanismo, attivo più che mai. Prendere un fumetto e snaturalizzare completamente i personaggi e gli elementi di esso equivale a spacciare una vecchia 500 per una Lamborghini. Il lavoro che fanno è semplice, prendono la Lamborghini e gli inseriscono il motore della 500. Così facendo la gente viene ingannata dall’aspetto e pensando di fare un’affarone, acquistano subito l’ibrido farlocco. Sono convinto del fatto che tutti i fan dei fumetti vorrebbero trasposizioni fedeli (e soprattutto oneste) e so che è possibile averle, ma la pigirizia dei grandi produttori ce lo impedisce. Fino a quando le persone si accontenteranno di prodotti scaduti 3 anni fa, loro continueranno a vendere quei prodotti.
Considerando che il successo di quei film dipende dal pubblico, credo che esso dovrebbe iniziare a guardare oltre l’aspetto superficiale delle cose. Hanno inserito 6 personaggi in un film (solo quattro di essi hanno avuto un film solista precedentemente, uno dei quali è stato sostituito da un altro attore, quindi è come dire che solo 3 hanno avuto un vero e proprio film solista), hanno usato la classica storia dell’invasione aliena e del villain che non ha un vero obiettivo et voilà, 1 milardo e mezzo di dollari è finito nelle loro tasche.
Si dice che il mondo sia un palcoscenico e noi siamo gli attori, però dietro ogni palco c’è sempre il backstage ed è da lì che parte tutto…

commenti
  1. […] affatto nuova la prassi di tentare di continuare un franchise all’infinito, basta leggere questo articolo per rendersene conto. Nonostante i film originali risalgano a più di 30 anni fa e nonostante la […]

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