Reboot, the Evil Plan for Success

Pubblicato: 20 marzo 2014 in Reboot
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E’ facile passare da una città all’altra percorrendo una strada. Ma sareste capaci di creare da zero quella strada?
Come tutti sapranno, esiste una trilogia di Spider-Man, datata 2002-2004-2007. Il primo film uscì in un periodo di sperimentazione, infatti in quegli anni uscirono pochi cinecomics, in particolare nel 1998 arrivò “Blade” e nel 2000 il primo film sugli X-Men. “Spider-Man” ha definitivamente consacrato la via per le trasposizioni e il suo ampio e meritato successo, ha aperto le porte a tanti personaggi che, negli anni seguenti, hanno invaso le sale cinamtografiche. “Spider-Man” ha iniziato a costruire la strada (sebbene in passato ci fossero state altre trasposizioni di svariati personaggi, la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000 hanno creato la vera e propria ondata definitiva e ininterrotta di trasposizioni cinematografiche) e ha dato spunto a molti registi e produttori. La strada è stata completata parecchi anni dopo, con l’avvento di “The Dark Knight” (2008), il quale ha mostrato ancora una volta che un supereroe non è solo una persona con una calzamaglia, ma un simbolo che può generare film spettacolari.
Ebbene, l’idea geniale di qualcuno può trasformarsi in un’arma per qualcun altro e, in questo caso, ci troviamo di fronte all’incremento esponenziale del desiderio di guadagnare tanti soldi. Dopo l’avvento dei cinecomics, è arrivata anche l’ondata di reboot e remake. In particolare, dopo la “fine” della trilogia di Spider-Man, diretta dal grande Sam Raimi, che per chi non lo sapesse, ha creato da zero un personaggio cinematografico che successivamente è diventato un fumetto (sto parlando di Darkman), alcuni produttori hanno pensato bene di riapprofittare del successo ottenuto dal personaggio, mettendo in produzione un film, con lo scopo di poter mantenere i diritti del personaggio e, allo stesso tempo, con l’obiettivo di fare molti altri soldi grazie alla sua popolarità.
Ed ecco che arrivò nelle sale “The Amazing Spider-Man” titolo che si ricollega alla storica testata di Spider-Man, nonostante il film sia quasi solo ed esclusivamente basato sulla serie Ultimate. Ancora una volta, gli scettici potranno vedere la natura del film guardando questo articolo.
Per 20 anni, svariate major hanno tentato di adattare Spider-Man e dopo esserci riusciti, hanno pensato bene di farne un reboot. Questo non vi dice niente? La definizione di reboot implica il riazzeramento di un franchise, ma che motivo c’è di riazzerare una saga di successo? Naturalmente i produttori volevano più potere e più controllo, cosa che Raimi non voleva dargli (molti pensano che Raimi avesse avuto idee troppo folli durante la produzione dei tre film, l’unica cosa che posso dire a riguardo è attenti alla disinformazione). Scegliere un regista inesperto, prendere attori controllabili e ripartire da zero, ha dato il pieno potere alla Sony e ai produttori. Immagino che chiunque sappia, la storia lo ha insegnato, che se vuoi degli alleati da poter controllare, non ti metterai di certo a scegliere degli insurrezionalisti o dei ribelli. Come citava la prima locandina del film “X-Men” Trust a few. Fear the rest.

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