My Review of X-Men: Days of Future Past

Pubblicato: 28 maggio 2014 in Review
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E’ finalmente giunto nelle sale “X-Men: Days of Future Past”, settimo capitolo della saga degli X-Men.
Alla regia c’è Bryan Singer, regista dei primi due film di questa serie, “X-Men” e “X-Men 2”. Il ritorno di Singer ha giovato molto a questo franchise, sotto innumerevoli aspetti.
Dopo l’abbandono del terzo film della trilogia originale, Singer non ha più diretto alcun film degli X-Men, lasciando i fan in balia di errori di continuità e pura distruzione di fantastiche storyline dei fumetti, che nei film sono state adattate nel peggiore dei modi (vedi La saga di Fenice). Singer si è quindi trovato di fronte ad una situazione difficile da gestire, in quanto, gli è spettato il compito di sistemare la timeline, cercando di correggere tutti quegli errori presenti nei vari film usciti dopo “X-Men 2”. La missione ha avuto successo e, oltre ad essere riuscito a risistemare ciò che andava sistemato, ha realizzato un ottimo film, sia dal punto di vista fumettistico che strutturale.
Il regista è riuscito a continuare gli eventi di “X-Men: First Class” e, allo stesso tempo, ha continuato gli eventi post “X-Men: The Last Stand” e “The Wolverine”, mantenendo viva la continuity, la dove era possibile. Inoltre ha omaggiato i fumetti sotto molti aspetti. Sebbene ci fosse il timore che il film potesse essere Wolverine-centrico, la paura si è rivelata infondata, in quanto, il personaggio di Logan ha sì un ruolo chiave, ma serve più che altro da collegamento tra passato e futuro. Gli altri personaggi hanno la stessa importanza di Wolverine e soprattutto nel passato, c’è il giusto spazio per l’approfondimento di ognuno di essi. Un altro rischio riguardava l’impossibilità di ampliare il ruolo dei personaggi del futuro, come ad esempio Bishop, Iceman, Sunspot, Blink, Warpath e Kitty, ma anche in questo caso, c’è il giusto spazio per ognuno di essi e i ruoli s’incastrano alla perfezione, come un grande puzzle. Uno degli aspetti fantastici di questo film è la presenza sia delle versioni giovani che di quelle anziane di Xavier e Magneto. La versione giovane dei due personaggi venne ben impostata in “First Class”, mentre in questo film ci troviamo difronte ad un successivo sviluppo di entrambi, che si sta sempre più avvicinando alla versione definitiva dei personaggi. Lo Xavier mostrato nel prequel, è ancora diverso da quello presente nella trilogia originale, ma in “Days of Future Past”, Charles Xavier ha compiuto un ulteriore passo in avanti, verso quello che sarà il Professor X che tutti noi conosciamo. Il film è riuscito sia dal punto di vista narrativo che dal punto di vista della continuità, aspetto che molti fan avevano iniziato a non sopportare, a causa dei troppi errori presenti.
E’ senza dubbio un’ottima trasposizione di un fumetto e un film piacevole, che accontenterà sia i fan che non.
Ora che Singer è tornato al timone del franchise, non dobbiamo più aver timore di quei grossolani errori di continuità, che sono inevitabili quando viene cambiato regista ad ogni film. A mio avviso, “X-Men: Days of Future Past” è uno dei migliori adattamenti di un fumetto Marvel e attendo con ansia l’uscita del sequel, “X-Men: Apocalypse”, diretto da Bryan Singer.

commenti
  1. wwayne scrive:

    Se ti va di goderti un altro bel film con Jennifer Lawrence, ti raccomando ad occhi chiusi quello recensito in questo mio post: http://wwayne.wordpress.com/2014/01/08/il-fine-giustifica-i-mezzi/.

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